Credono
sacrilego violare l'ospite; quelli che per qualunque motivo sono arrivati da
loro, li difendono da danno e li considerano sacri, per questi le case di tutti
sono aperte e viene condiviso il vitto.
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domenica 24 giugno 2012
Cesare - De bello Gallico, VI, 23
Hospitem
violare fas non putant; qui quacumque de causa ad eos venerunt, ab iniuria
prohibent sanctosque habent, hisque omnium domus patent victusque communicatur.
Cesare - De bello Gallico, VI, 19
Viri, quantas pecunias ab uxoribus
dotis nomine acceperunt, tantas ex suis bonis aestimatione facta cum dotibus
communicant. Huius omnis pecuniae coniunctim ratio habetur fructusque
servantur; uter eorum vita superarit, ad eum pars utriusque cum fructibus superiorum
temporum pervenit. Viri in uxores sicuti in liberos vitae necisque habent
potestatem, et cum pater familiae inlustriore loco natus decessit, eius
propinqui conveniunt et de morte, si res in suspicionem venit, de uxoribus in
servilem modum quaestionem habent, et si compertum est, igni atque omnibus
tormentis excruciatas interficiunt.
I mariti, quanti beni hanno ricevuto
dalle mogli a titolo di dote, altrettanti dei loro, fatta la stima, li mettono
in comune con le doti. L’amministrazione di tutto questo bene si tiene
congiuntamente ed i frutti si conservano; chi di loro sia sopravvissuto, a lui
va parte di entrambi con i frutti dei tempi precedenti. I mariti hanno sulle
mogli potere di vita e di morte come sui figli e quando un capo famiglia di
rango piuttosto elevato è morto, i suoi parenti si riuniscono e per la morte,
se il fatto viene in sospetto, fanno una inchiesta sulle mogli al modo degli
schiavi e, se si è avuta prova, le fanno fuori dopo averle seviziate col fuoco
e con tutte le torture.
venerdì 22 giugno 2012
Cesare - De bello Gallico, 19
19.
Viri, quantas pecunias ab
uxoribus dotis nomine acceperunt, tantas ex suis bonis aestimatione facta cum
dotibus communicant. Huius omnis pecuniae coniunctim ratio habetur fructusque
servantur: uter eorum vita superarit, ad eum pars utriusque cum fructibus
superiorum temporum pervenit.
Gli
uomini, quando si sposano, istituiscono un
fondo comune composto della dote della moglie e di una parte ad essa
equivalente tratta, dopo aver fatto la stima, dal proprio patrimonio.Di tutto questo capitale si tiene un conto unico e i frutti vengono conservati: chi sopravvive al coniuge riceve la parte di entrambi insieme con gli interessi accumulati.
Cesare - De bello Gallico, 21
21. Germani multum ab hac
consuetudine differunt. Nam neque druides habent, qui rebus divinis praesint,
neque sacrificiis student. Deorum numero eos solos ducunt, quos cernunt et
quorum aperte opibus iuvantur, Solem et Vulcanum et Lunam, reliquos ne fama
quidem acceperunt.
Ben diversi da questi [i Galli] sono gli usi dei Germani. Infatti né hanno i druidi che sovraintendono ai riti, né si interessano dei sacrifici. Annoverano tra gli dei solo quelli che vedono e la cui potenza è apertamente manifestata, Sole, Luna, Vulcano; gli altri non li conoscono nemmeno per sentito dire.
Ben diversi da questi [i Galli] sono gli usi dei Germani. Infatti né hanno i druidi che sovraintendono ai riti, né si interessano dei sacrifici. Annoverano tra gli dei solo quelli che vedono e la cui potenza è apertamente manifestata, Sole, Luna, Vulcano; gli altri non li conoscono nemmeno per sentito dire.
Cesare - De bello Gallico, VI, 21
21. Intra annum vero vicesimum feminae notitiam habuisse
in turpissimis habent rebus; cuius rei nulla est occultatio, quod et promiscue
in fluminibus perluuntur et pellibus aut parvis renonum tegimentis utuntur
magna corporis parte nuda.
Al contrario, considerano il frequentare una donna prima del ventesimo anno d’età tra le cose più vergognose; e di questo non c’è nessun occultamento, poiché sia si fanno il bagno promiscuamente nei fiumi, sia si servono di pelli o di corte pellicce, lasciando nuda gran parte del corpo.
Al contrario, considerano il frequentare una donna prima del ventesimo anno d’età tra le cose più vergognose; e di questo non c’è nessun occultamento, poiché sia si fanno il bagno promiscuamente nei fiumi, sia si servono di pelli o di corte pellicce, lasciando nuda gran parte del corpo.
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