Gens non astuta nec callida aperit adhuc secreta pectoris licentia ioci; ergo
detecta et nuda omnium mens.
Gente senza astuzia né malizia, apre inoltre i segreti del cuore nella rilassata allegria del banchetto, sicché schietto e trasparente è il pensiero di tutti.
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domenica 24 giugno 2012
venerdì 22 giugno 2012
Tacito - Germania, 4
4. Unde habitus quoque
corporum, tamquam in tanto hominum numero, idem omnibus: truces et caerulei
oculi, rutilae comae, magna corpora et tantum ad impetum valida: laboris atque operum non eadem patientia, minimeque sitim aestumque tolerare,
frigora atque inediam caelo solove adsueverunt
Per questo motivo anche l'aspetto fisico, nonostante il gran numero di persone, è il medesimo per tutti: occhi fieri e azzurri, chiome rossastre, corpi imponenti e adatti solo all'attacco. Non altrettanta è la resistenza alla fatica e al lavoro; incapaci di sopportare la sete e il caldo, ma abituati al freddo e alla fame dal clima e dalla povertà del suolo.
Per questo motivo anche l'aspetto fisico, nonostante il gran numero di persone, è il medesimo per tutti: occhi fieri e azzurri, chiome rossastre, corpi imponenti e adatti solo all'attacco. Non altrettanta è la resistenza alla fatica e al lavoro; incapaci di sopportare la sete e il caldo, ma abituati al freddo e alla fame dal clima e dalla povertà del suolo.
Tacito - Germania, 22
22. Eius
rei multas adferunt causas: ne adsidua consuetudine capti studium belli gerendi
agri cultura commutent; ne latos fines parare studeant potentioresque humiliores
possessionibus expellant. [...] Crebrae, ut inter vinolentos, rixae raro conviciis, saepius caede et vulneribus
transiguntur.
Adducono molte ragioni
di questa usanza: affinché, presi dalla lunga abitudine,non sostituiscano
l’agricoltura al desiderio di fare guerra; affinché non desiderino procurarsi
campi vasti e i più potenti non scaccino dai possedimenti i più deboli. [...] Le risse, frequenti, come suole tra ubriachi, raramente finiscono con semplici insulti, più spesso con morti e feriti.
Tacito - Germania, 9
9. Deorum maxime Mercurium
colunt, cui certis diebus humanis quoque hostiis litare fas habent. Herculem et
Martem concessis animalibus placant. Pars Sueborum et Isidi sacrificat: unde
causa et origo peregrino sacro, parum comperi, nisi quod signum ipsum in modum
liburnae figuratum docet advectam religionem.
Fra gli dei venerano
soprattutto Mercurio, al quale in giorni stabiliti considerano lecito immolare
anche vittime umane. Placano Ercole e Marte con dei sacrifici di animali
consentiti. Una parte degli Svevi compie sacrifici anche per Iside:
sull'origine e il motivo di questo culto esotico ho scoperto ben poco, se non
che lo stesso simbolo della dea, raffigurato nella forma di una nave liburna,
indica che è una religione importata.
Tacito - Germania, 19
19.
Ergo saepta pudicitia agunt,
nullis spectaculorum inlecebris, nullis conviviorum inritationibus corruptae. Litterarum
secreta viri pariter ac feminae ignorant.
Pertanto vivono in una riservata pudicizia, non corrotte né dalle lusinghe degli spettacoli né dalle provocazioni dei convivi. Le donne sono analfabete [ignorano i segreti delle lettere] proprio come gli uomini.
Pertanto vivono in una riservata pudicizia, non corrotte né dalle lusinghe degli spettacoli né dalle provocazioni dei convivi. Le donne sono analfabete [ignorano i segreti delle lettere] proprio come gli uomini.
19.
Paucissima in tam numerosa gente
adulteria, quorum poena praesens et maritis permissa: abscisis crinibus nudatam
coram propinquis expellit domo maritus ac per omnem vicum verbere agit;
publicatae enim pudicitiae nulla venia: non forma, non aetate, non opibus
maritum invenerit.
In una popolazione tanto numerosa sono rarissimi
gli adulteri, la cui punizione è immediata ed è affidata ai mariti: costui,
tagliati i capelli (della moglie) e denudatala, alla presenza dei parenti la
viene cacciata di casa e poi frustata per ogni strada; non c'è infatti alcun
perdono per chi ha perduto l'onore: non varrà né la bellezza, né l'età, né le
ricchezze per trovare un marito.
Tacito - Germania, 8
8.
Memoriae proditur quasdam acies
inclinatas iam et labantes a feminis restitutas constantia precum et obiectu
pectorum et monstrata comminus captivitate, quam longe inpatientius feminarum
suarum nomine timent. Inesse quin etiam sanctum aliquid et providum putant, nec
aut consilia earum aspernantur aut responsa neglegunt.
Si sa di certi eserciti incerti e già sul punto di ripiegare riorganizzati dalle donne attraverso la costanza delle preghiere, opponendo il loro petto e il fantasma dell'imminente schiavitù, che temono con assai maggiore insofferenza più per le loro donne che per loro stessi. Ritengono anzi che nelle donne vi sia qualcosa di inviolabile e di provvidenziale, non osano sottovalutare i loro consigli o trascurare i loro responsi.
Si sa di certi eserciti incerti e già sul punto di ripiegare riorganizzati dalle donne attraverso la costanza delle preghiere, opponendo il loro petto e il fantasma dell'imminente schiavitù, che temono con assai maggiore insofferenza più per le loro donne che per loro stessi. Ritengono anzi che nelle donne vi sia qualcosa di inviolabile e di provvidenziale, non osano sottovalutare i loro consigli o trascurare i loro responsi.
Tacito - Germania, 20
20. Nec virgines festinantur; eadem
iuventa, similis proceritas: pares validaeque miscentur, ac robora parentum
liberi referunt. Heredes tamen
successoresque sui cuique liberi, et nullum testamentum.
Non hanno fretta di far
sposare le ragazze; esse hanno lo stesso vigore giovanile dei maschi, e simile
la statura: prendono marito quando hanno la medesima prestanza del loro
compagno, e i figli rinnovano la forza dei genitori. Tuttavia gli eredi dei
beni e i successori sono i propri figli, e non hanno alcun testamento.
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