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mercoledì 27 giugno 2012
Fiore del verso russo
«L'affermazione della rivoluzione sovietica ha fra
l'altro significato, con la decadenza dell'arte, il crepuscolo della
poesia», e della letteratura, asservita da narratori mediocri alle
«esigenze d'agitazione e propaganda del partito, del regime, dello
Stato». Più avanti, Poggioli denuncia il vero e proprio «martirologio di
scrittori» nella Russia postrivoluzionaria: «Aleksandr Blok morto di
crepacuore, Gumiliev fucilato, Esenin e Majakovskij suicidi, Pasternak
perseguitato, Anna Achmatova messa al bando, Mandelstam morto al
confino». Tutte espressioni di un «antisovietismo» inaccettabile per una
casa editrice che si vuole «progressista».
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